I sapori, i colori e i profumi dell’autunno non possono dirsi arrivati se non prima entra in scena lui, il Primosole!
Insieme al Satsuma Miyagawa, con cui è imparentato alla lontana, il Primosole può inserirsi a pieno titolo nella categoria degli agrumi più precoci in assoluto.
Il suo nome, Primosole, non deriverebbe però dal suo essere il primo a beneficiare dei primi raggi autunnali, ma pare essere legato al nome della località in cui i ricercatori dell’Università di Catania hanno dato vita a questa straordinaria tipologia di mandarino.
Mandarino Primosole, l’albero genealogico di un ibrido
Il Primosole è il frutto di un matrimonio felice e ben riuscito tra i suoi due genitori, già di per sé particolari per le loro caratteristiche. Si tratta infatti di un incrocio tra il mandarino Carvalhais e il Satsuma Miho.
Il primo è una varietà di mandarino molto antica, di origini portoghesi e nota per la sua precocità; il secondo, invece, è una varietà altrettanto precoce, originaria del Giappone e nota per la sua dolcezza, un semenzale derivato dal Miyagawa.
A dare la benedizione a questa convolata a nozze è stata l’Università di Catania che nel 1980, presso l’ex Dipartimento di Orto-Floro-Arboricoltura e Tecnologie Agroalimentari (DOFATA), ha incrociato le due varietà dando vita a questo nuovo e delizioso mandarino ibrido.
Il Primosole ha preso il meglio di entrambe le varietà di origine: si distingue per la sua precoce maturazione, per la quale supera anche i tempi del genitore Miho, e per il suo profilo aromatico e organolettico che conquista senza alcuna riserva!
Dolce, succoso e profumato, ma soprattutto senza semi!
Sotto la sottile scorza di questo frutto dalla forma oblata si nasconde un concentrato di succosità e dolcezza.
Quando arriva il suo momento, il Primosole si lascia sbucciare facilmente, svelando sotto al suo abito di un arancio intenso una polpa straordinariamente squisita e anche prevalentemente priva di semi. È pure per questa sua caratteristica ben gradita che questa cultivar ha conquistato il cuore di tutti.
E cosa dire del suo profumo avvolgente? Dal suo genitore Satsuma Miho, il Primosole eredita infatti pure la ricchezza degli oli essenziali concentrati nel flavedo, lo strato esterno della buccia.
Quando la scorza delle primizie è fresca e turgida, basta un tocco per rompere le minuscole ghiandole oleifere superficiali e per sprigionare tutt’intorno quella sua fragranza inconfondibile che ci riporta all’infanzia, al tempo in cui le nostre nonne gettavano le bucce nel camino ed era tutto un gran profumo!
Una prelibatezza effimera
C’è ancora un altro piccolo dettaglio che rende il mandarino Primosole ancora più prezioso: la sua esclusività temporale. Come tutte le prelibatezze che la natura ci regala, anche questa non si trova tutto l’anno.
La sua disponibilità è breve, anzi brevissima: si concentra soprattutto nel mese di ottobre, protraendosi ancora un po’ a novembre. Una finestra temporale assai ristretta che ci permette di godere di un piccolo lusso, del privilegio di assaggiare un frutto tanto sopraffino quanto effimero.
Vuoi scoprire quando il Primosole 3moretti è pronto per arrivare sulla tua tavola? Tieni d’occhio il calendario della sua disponibilità e non lasciartelo sfuggire!









